The Futures of Fast Fashion — 2045
E se il futuro della moda non fosse già deciso?

Quando immaginiamo il futuro della moda, uno degli scenari desiderabili più ricorrenti è quello in cui il fast fashion semplicemente non esiste più.

È un’immagine quasi immediata: un sistema produttivo più lento, più responsabile, meno dipendente dalla sovrapproduzione e dal consumo accelerato.

Ma da dove arriva questa idea di futuro desiderabile? E soprattutto: desiderabile per chi?

È questa la domanda da cui parte The Futures of Fast Fashion — 2045, il laboratorio promosso da Slow Fashion Commons e facilitato da Selene Tropiano.

Un futuro desiderabile è un futuro condiviso?

Il fast fashion è associato a problemi ambientali e sociali, quindi la sua scomparsa appare come una conseguenza naturale del cambiamento che vorremmo vedere.

Questo ragionamento lascia però sullo sfondo una parte della complessità del fenomeno.

Il fast fashion, infatti, oltre ad essere un modello produttivo, è anche un fenomeno culturale ed economico che ha modificato profondamente il modo in cui la moda viene prodotta, distribuita, acquistata e consumata.

Nella cultura popolare si è affermato anche come una forma di democratizzazione della moda, accompagnando processi di industrializzazione e creando opportunità di lavoro in diverse aree rurali. È quindi un fenomeno complesso, intrecciato a condizioni economiche, sociali e culturali che producono esperienze e prospettive differenti a seconda del punto di vista di chi guarda.

Allargando lo sguardo, emerge una nuova domanda: come cambierebbe la nostra idea di futuro se osservassimo più da vicino le persone e i sistemi che oggi partecipano al modello del fast fashion?

Riconoscere questa complessità significa considerare che un sistema può produrre effetti molto diversi per persone diverse e che, insieme a un modello produttivo, esistono bisogni, condizioni e dinamiche che ne hanno favorito la nascita e la diffusione.

The Futures of Fast Fashion — 2045 nasce da questa prospettiva: uno spazio di confronto e immaginazione collettiva per esplorare futuri alternativi, attraversare tensioni e ambiguità e formulare nuove domande sul rapporto tra condizioni etiche, modelli economici e possibilità di trasformazione.

I presupposti con cui immaginiamo il futuro

Ogni immagine del futuro porta con sé idee, valori e aspettative sul presente: ciò che consideriamo desiderabile, ciò che riteniamo possibile e ciò che tendiamo a dare per acquisito.

Questi presupposti hanno origini diverse: possono nascere dall’esperienza personale, dal nostro percorso professionale, dalle narrazioni che incontriamo e interiorizziamo, oppure prendere forma all’interno di una comunità e diventare convinzioni condivise. Riconoscerli significa anche comprendere quanto il nostro sguardo sul futuro sia influenzato dal contesto culturale e sociale in cui ci muoviamo.

Anche l’idea di una moda “migliore”, “più sostenibile” o “più desiderabile” contiene delle scelte: definisce implicitamente quali valori consideriamo importanti, quali bisogni riteniamo prioritari e quali conseguenze siamo disposti ad accettare.

Un futuro desiderabile. Per chi?

L’obiettivo del laboratorio è dunque aiutarci a sospendere, per un momento, la conclusione.

Guardare il tema nella sua ambiguità, nella sua complessità e nelle sue contraddizioni. Mettere a confronto prospettive diverse e osservare dove entrano in tensione, ma anche dove possono incontrarsi.

Da questo confronto proveremo poi a immaginare futuri alternativi: scenari che ci permettano di rielaborare il fenomeno, esplorandone le diverse dimensioni e le condizioni che lo rendono possibile.

Anche perché un futuro non è desiderabile in assoluto: è desiderabile per qualcuno, a determinate condizioni e rispetto a determinati valori.

E dunque, quali condizioni dovrebbero cambiare perché determinati futuri possano diventare possibili? Quali compromessi emergono? E cosa succede quando ciò che consideriamo eticamente desiderabile entra in conflitto con la sostenibilità economica di un sistema e delle persone che ne fanno parte?

Come si svolge il laboratorio

The Futures of Fast Fashion — 2045 sarà una giornata di lavoro condiviso, basata sul metodo dei Futures Literacy Lab: processi collaborativi sviluppati dall’UNESCO e pensati per coinvolgere voci provenienti da contesti ed esperienze diverse, per ampliare e diversificare le scelte che riteniamo possibili.

La giornata sarà articolata in due momenti principali.

La mattina sarà dedicata all’esplorazione dei nostri presupposti: attraverso esercizi individuali e attività collettive, faremo emergere le immagini, le convinzioni e le prospettive con cui guardiamo oggi al fast fashion, e i ruoli da cui le formuliamo, come professionisti e come consumatori. Il confronto tra punti di vista differenti ci permetterà di mettere a fuoco tensioni, ambiguità e possibili punti di incontro.

Nel pomeriggio sposteremo lo sguardo in avanti, utilizzando l’immaginazione e la costruzione di scenari per esplorare possibili futuri del fast fashion nel 2045. Lavoreremo sulle condizioni che caratterizzano questi scenari e sulle domande che pongono al nostro presente, per concludere con un momento di condivisione e confronto.

Il laboratorio è ideato e facilitato da Selene Tropiano, designer ed educatrice. Dalla sua esperienza nella moda ha imparato a leggere i cambiamenti culturali e i valori che li muovono, una capacità che ha poi strutturato formandosi negli studi di futuro. Il suo lavoro oggi vive tra ricerca culturale e sperimentazione, all’intersezione tra design speculativo e foresight strategico-creativo, e indaga il ruolo dell’immaginario collettivo attraverso metodologie interdisciplinari. Con questo approccio accompagna studenti, professionisti e organizzazioni a interrogare, esplorare e rendere tangibili i futuri emergenti, per orientare le scelte del presente.

Dal futuro al presente

Gli studi di futuro possono aiutarci a guardare diversamente il presente, sviluppando la Futures Literacy: la competenza di entrare in empatia con futuri emergenti, leggerne le dinamiche complesse accogliendone l’incertezza, e usare quegli immaginari per tracciare nuovi percorsi e dare forma al cambiamento.

Al termine della giornata, chi partecipa avrà avuto modo di riconoscere le idee e i valori che orientano il proprio sguardo sul futuro del fast fashion, esplorare prospettive differenti sul fenomeno e sulle condizioni che ne sostengono il modello, e lavorare alla costruzione di scenari futuri attraverso pratiche di futures studies.

Il lavoro condiviso porterà con sé nuove domande da riportare nel presente: sulle condizioni che rendono possibile un determinato futuro, sui compromessi che può richiedere e sulle trasformazioni che possiamo iniziare a immaginare a partire da ciò che oggi consideriamo desiderabile.

Dove e quando

Per questo laboratorio saremo ospitati da CNA Milano, un luogo che rappresenta e sostiene il lavoro di tante realtà artigiane, professionali e imprenditoriali del territorio. 

CNA Milano — Milano
sabato 17 ottobre 2026
dalle 9.30 alle 17.00 / (inizio lab h. 10:00)

La partecipazione è gratuita e su iscrizione.

Il laboratorio è pensato per chi lavora o studia nella moda, nel design e nei settori collegati, ma anche per chi la moda la vive da consumatore, e desidera dedicare una giornata all’esplorazione di prospettive e scenari futuri.

Se vuoi partecipare, candidati qui.